domenica 17 luglio 2011

i ricorsi della vita

la vita sembra non uscire da questo circuito. continuo ad essere impantanata nelle solite tematiche. Ma credo che, anche se faticosamente, sto riuscendo a lasciare un pò di zavorra. A vedere sotto non una nuova luce ma finalmente alla luce alcune figure su cui avevo delle aspettative, o che quanto meno continuavo a non vedere per quello che sono. Piccole squallide persone. Mi spiace per alcune di queste. Che avrebbero potuto essere di più come persone, non per me ma proprio per loro stesse, ma che si sono dimostrate piccine. Altre invece erano e sono piccine e continueranno ad esserlo. Nonostante questo non posso rinnegare che ho fatto delle cose anche belle insieme a loro e che sono state anche preziose alle volte per me. Non posso dimenticarlo. Ma non posso continuare a mitizzare e a sentirmi grata in eterno perché anche io ho fatto ed anche molto per loro. posso dire che siamo in pari, in alcuni caso ho anche dei crediti da riscuotere e non piccini.
Devo imparare a seppellirli insieme ai torti, e alle balle, che ho dovuto subire. Ne ho piene le palle.
E' un lavoro lungo e laborioso, spero che mi porti a qualcosa di grande e meraviglioso. O almeno a comprendere ed imparare dai miei errori.

venerdì 8 aprile 2011

Alle volte ritorno... e non solo io.


Come passa il tempo passano ben poche cose, anzi le "ben poche cose" in genere trapassano di solito.
E' stato un periodo intenso di accadimenti, di liti, di delusioni, di aspettative malissimamente riposte, di invidie (mie e altrui), di ogni cosa che possa riempire la vita.
E' stato anche un periodo in cui sono salite a galla un pò di bugie (altrui).
ma tutto sommato positivo, positiva perchè sono positiva io. Perchè è quello che fa la differenza, come ci si sente dentro.
Quindi nonostante falsità (assolutamente gratuite ed inutili), nonostante ipocrisie, nonostante l'aver visto rientrare in pompa magna personcine che avevano fatto solo casini guai e sparso merda a destra e a manca, nonostante un lavoro sempre più merdoso... ebbene nonostante tutto sono qui.
Per ora. Alla faccia di chi mi vuole un mare di male!

venerdì 28 gennaio 2011


mi sono un pò rotta le scatole....
ma guai a dirlo.
o nasci con "l'autorizzazione" a fare la madonna infilzata, la vittima di professione
o nulla.
chi non si è mai lamentano prima non ha alcun diritto a farlo dopo.
anzi, guai a lamentarsi, c'è gente che si lamenta da prima di te, senza ragione solo per abitudine.
quindi taci e continua a sorridere e a servire chi da sempre si lamenta.
giustizia è fatta!
chi ha sempre taciuto continuerà a tacere, a piangere in silenzio e in disparte le proprie lacrime, senza creare disturbo, senza dare fastidio.
chi ha sempre pianto chi ha sempre fatto della lamentazione un lavoro a tempo pieno
continuerà ad avere un posto di riguardo nei pensieri di tutti.
continuerà ad avere la considerazione che si è sempre guadagnato. non soffrendo realmente, ma dicendo di soffrire. e tanto! davanti a tutti.
le sue lacrime a comando avranno sempre un posto di riguardo, meriteranno continue attenzioni. sempre.
agli altri solo letame e zitti e ringraziare, che è anche troppo.

mercoledì 13 ottobre 2010

se un gabbiano fossi volerei alto sopra le mie miserie e quelle altrui


c'è una parte di me che è fragile
che si chiede perché sono sempre sola.
perché nessuno mi vuole.
perché se qualcuno ti vuole. ti cerca.
e nessuno mi ha mai cercata.
scontata.
se va bene.
altrimenti neppure quello.
convinta che potrò mai mancare a qualcuno.
a nessuno.
perché se nessuno ti cerca. nessuno ti ha in mente.
e nessuno mi ha in mente.
se fossi una foglia. potrei vivere per me stessa.
sentirmi completa per quel che sono. nessun pensiero nessun desiderio.
tranne che di acqua e sole.
ma non sono una foglia.
il sole e l'acqua non mi bastano.
ma devo farmi bastare la solitudine.
per quanto ancora.

venerdì 20 agosto 2010

...a me, però, non dispiaceva...



non capisco per quale motivo Cossiga sia stato un Presidente così odiato.

Stiamo da anni in una situazione vergognosa, con politici corrotti (e se ne vantano!), con politici piccini picciò, con politici che non sono politici (Berlusconi) ma fanno un qualcosa che non è politica in uno spazio politico (sono al governo).

eppure... c'è qualcuno che odia cossiga e che lo ha odiato.

A me piaceva, ritengo che , nel bene e nel male, sia stato una di quelle persone che diceva quello che pensava, che ha visto la piega che l'italia ha cominciato a prendere molti anni fa, e non ha ancora smesso di piegarsi. era uno degli ultimi veri politici. e sebbene non condividessi tutto quello che diceva, non posso non riconoscergli un contegno che adesso sembra essere scomparso.

domenica 25 luglio 2010

si torna al tempo che passa


il tempo passa.
le cose capitano,
si succedono. una all'altra.
momento dopo momento.
ci si continua a chiedere il perchè di certe cose.
di certi sentimenti.
dell'evoluzione delle relazioni. tutte le relazioni.
e cosa le ha portate a mutare.
finire ed evolvere. anche in ciò che non si voleva.
sono alquanto perplessa.
ma fermamente convinta che se il pensar male è peccato è però vero che si finisce sempre per prenderci.
ma forse non è "pensar male" ma si tratta solo di cominciare a vedere quello che prima non volevamo vedere. perchè ci faceva male e ci faceva soffrire.
perchè era più bello credere nell'amore nell'amicizia, nei buoni sentimenti, magari male espressi o un pò pasticciati. ma buoni.
incapaci come si era, per scelta o altro, di vedere chi si aveva davanti.
ma alle volte si sceglie di non vedere certe cose solo per non restare soli. si scende a compromessi con noi stessi solo per avere qualcuno accanto che finisce per usarci.

lunedì 8 febbraio 2010

Bla....blablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablalablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablalablablablablalablablablablalablablablablablabla
solo balle.....
parole al vento.
vanità delle vanità.
tutto è vanità.....
....lablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablablabla

martedì 26 gennaio 2010

mille e non più mille


Mille e non più mille. Era la frase di chi attendeva la fine del mondo, o almeno di chi ci credeva.
Per me mille e non più mille sono i pensieri, molto più di mille, che mi assillano.
Inutilmente.
Parassitamente.
E al contempo.
Nessun pensiero.
Il vuoto dentro di me.
Il vuoto fuori di me.
Leggere di altri, sentire di altri, ascoltare gli altri.
E sentirli non solo vuoti.
Ma sterili.
Infecondi.
Incapaci di far nascere in se qualsiasi cosa.
Neppure una pianta infestante spunterebbe da quella povertà.
Povertà coltivata coccolata, ostentata.
E fatta passare come scelta.
Si ma obbligata.
Come quei poveri invidiosi di centimetri, in altezza, che , senza neanche troppo scherzare, dicono che nella botte piccola c'è il vino buono.
Il più delle volte l'unico aspetto positivo di queste piccole botti è che di sicuro ci si trova poca aceto, altro che vino.
Volpi incapaci di raggiungere un solo acino e che, quindi, parlano male di tutto il vigneto, del vignaiolo, del contadino che possiede la vigna, della cantina sociale finanche dell'ubriacone che si beve il vino.....
L'invidia è una brutta bestia, specie se spinta dal bisogno, umanissimo, di lasciare un segno del proprio passaggio su quest'orbe che percorre lo spazio. Bisogno sempre più impellente visto che non sono capaci di lasciare "una corrispondenza di amorosi sensi" nei loro discesi. Così preoccupati di lasciare le quattro mura in cui stanno, premurosi di lasciare ambizioni e vanità.
Tanto da dimenticarsi di lasciare Amore e Rispetto per se e per gli Altri.
Mille e Mille miserie ci aspettano, non più solo la fine del mondo, ma la fine dell'umanità dell'umiltà del contegno di essere figli di un Dio, chiunque esso sia, che riponeva infinite speranze
in quella scintilla di "deità" che in noi ha messo, ma che, molti, hanno svenduto per cinque minuti di gloria alla sagra della patata lessa.

lunedì 2 novembre 2009

Nell'ignavia profonda

Nell’ignavia profonda.


Decidere di non decidere.
Troppo peso da sopportare.
Troppe discussioni.
Le discussioni si faranno poi dopo.
Con tutti gli altri.
Ma con lui mai.
Mai esporsi mai scegliere.
Sempre delegare demandare
Rimbalzare ad altri. Scelte, pensieri, idee.
Mettere il seme nell’orecchio degli altri
e lasciare che germogli nella loro bocca.
Una variante macabra del vecchio Ponzio Pilato.
Uno scabro Jago
Con mille Otelli da scaldare
Per osservare le mille morti a cui andrà incontro Desdemona.

Luciana

mercoledì 3 giugno 2009


alle volte mi chiedo se "il tempo" che vivo, sia il tempo giusto. il mio tempo.
sento di dover fare troppe cose e cose non mie.
non ho tempo per me, nè chi mi ama ha tempo per me.
vorrei tornare ad un tempo mai vissuto.
un tempo lento un tempo più in balia del destino (ma è forse quello di adesso meno in balia di allora?)
ma più legato ai tempi della natura.
ai fiori degli alberi da frutto
alle api che vanno in letargo e di cui prendersi cura
al tempo della semina e del raccolto.
non lavoro per seminare ne tanto meno per raccogliere.
lavoro per qualcosa che non capisco e che mai sarà mio, nè nel senso di ciò che faccio nè nel tempo in cui lo faccio.